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Qui e ora. Temi di spiritualità giovanile




Uno degli effetti del tempo speso nel silenzio e nella solitu­dine, e specialmente nella pratica della meditazione silenzio­sa, è una migliore capacità di vivere il momento presente, il "qui e ora". Quando svuotiamo le nostre menti dei pensieri e delle sensazioni che riguardano il passato e il futuro, quello che rimane è il silenzio del momento presente.

Secondo Matteo (6,25-34) e Luca (12,22-31), Gesù ha inse­gnato ai suoi discepoli a non preoccuparsi del domani, di che cosa avrebbero mangiato e di quali vestiti avrebbero potuto mettersi. Invece, dovevano orientare i loro cuori verso il re­gno o famiglia di Dio, il quale, come abbiamo detto, è una re­altà già presente qui e ora, anche se è ancora piccola come un granello di senapa. Gesù ha spostato il centro dell'attenzione dal Regno come evento futuro alla realtà del qui e ora.

Appare chiaro che lo stesso Gesù viveva nel qui e ora. Deve aver fatto esperienza di Dio come suo abba nel momento pre­sente. E doveva essere questa la ragione per cui si alzava pre­sto al mattino per trovare un luogo solitario per pregare in so­litudine e silenzio.

La maggior parte di noi vive nel passato o nel futuro. Sia­mo distratti da ciò che è accaduto ieri. Le nostre sensazioni e i nostri pensieri si soffermano su quello che è successo recen­temente o, a volte, su eventi che sono accaduti molto tempo fa. Possiamo crearci una visione romantica del passato e desi­derare di ritornare ai bei vecchi tempi, quando tutto era sicu­ro e certo. Ma il passato non esiste più. Non è reale.

Altri vivono nel futuro, nel tipo di mondo che sperano, un giorno, di ottenere; nel tipo di chiesa o di azienda che spera­no di creare, o in relazione al tipo di persona che vorrebbero essere. Oppure ci preoccupiamo, come dice Gesù, di come ci vestiremo e di che cosa mangeremo nel futuro. Ma questi so­no mondi immaginari. Non esistono ancora. Ciò che esiste è il qui e ora, il momento presente.

È importante conoscere il passato perché ci aiuta a com­prendere dove siamo nel presente. È importante fare proget­ti per il futuro perché ci aiuta a decidere che cosa fare ades­so. Ma la sola cosa che esiste effettivamente è il qui e ora. E ciò significa che l'unico posto in cui possiamo incontrare il Dio vivente e sentire la sua presenza è qui, ora. Ecco perché tutti gli scrittori di spiritualità sottolineano che è importante vivere nel presente!'

La trasformazione personale comincia quando seguiamo Gesù nel deserto, ritagliandoci un tempo per il silenzio e la solitudine. Sarà il nostro momento per la meditazione silen­ziosa, ma non solo per quello. Abbiamo bisogno di tempo an­che per leggere, riflettere, pregare, e permettere allo spirito di Gesù di entrarci nelle ossa. Andiamo nel deserto per ascol­tare quello che Gesù ha da dirci e per cominciare a vedere il mondo com'è realmente. È il tempo per imparare a conosce­re meglio noi stessi, per leggere le Scritture e i segni dei tem­pi, e per ascoltare la voce della natura. Tutto ciò richiede tempo.

Vivere nel momento presente non significa ritirarsi in un presente privato. Dio è presente qui e ora non solo nella mia vita personale ma anche nelle vite di tutti e nell'intero uni­verso. Il momento presente di cui abbiamo bisogno di diven­tare coscienti nel silenzio e nella solitudine è il presente del mondo di oggi. Leggiamo i segni dei nostri tempi per vivere qui e ora nel nostro universo che si evolve, l'unico luogo in cui è possibile trovare Dio.

Non intendo affermare che queste cose si possano fare soltanto nel silenzio e nella solitudine. Si impara molto dall'interazione con gli altri. Ma anche le intuizioni che ottenia­mo grazie all'interazione con le persone e con la natura han­no bisogno di essere integrate nelle nostre vite attraverso pe­riodi contemplativi di silenzio e solitudine. Questo è ciò che Gesù ha fatto e che dobbiamo fare anche noi.

(Albert Nolan, Cristiani si diventa, EMI 2009, pp. 106-107)

 

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