Il Centro Salesiano Pastorale Giovanile (CSPG)
e la rivista Note di pastorale giovanile (NPG)

La storia

Raccogliendo le esperienze e le riflessioni di una lunga tradizione nel campo dell'impegno pastorale ed educativo salesiano e con la consapevolezza della crescente complessità della situazione giovanile e culturale, il Centro Salesiano Pastorale Giovanile (CSPG) nasce nel 1966 e si costituisce come comunità a Torino (1973) con il compito di conoscere meglio la condizione giovanile in rapida evoluzione, raccogliere e coordinare le migliori riflessioni ed esperienze salesiane, suscitare e orientare l'azione educativa degli ambienti salesiani.
Il suo campo di competenza e di intervento sono prevalentemente i "settori formativi" in ogni ambiente dove vivono i giovani: catechesi e liturgia, formazione spirituale-morale e formazione sociale, associazioni e movimenti giovanili, orientamento vocazionale, cultura e tempo libero.
Gli strumenti operativi sono essenzialmente la rivista Note di pastorale giovanile (1967), notiziari di collegamento e di sussidiazione interni alla Congregazione Salesiana, la rivista per giovani Dimensioni (nata nel 1962) e per preadolescenti Ragazzi Duemila(Mondo Erre dal 1975).
Per potenziare l'azione del Centro e favorire i contatti con il Dicastero centrale di pastorale giovanile dei Salesiani, l'Università Salesiana UPS e altri organismi di animazione salesiani ed ecclesiali, nel 1983 il CSPG si trasferisce a Roma, e con esso la rivista Note di pastorale giovanile.
Nel 1987 entra a far parte di una comunità che accoglie altri servizi di animazione della Congregazione Salesiana, comunità che nel 1993 diventa sede del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), con il compito statutario di animazione pastorale e coordinamento di tutte le opere salesiane operanti sul territorio con intendimento educativo.
All'interno di essa il CSPG conferma la sua principale attività di studio e di proposta educativa e pastorale per la Congregazione e la Chiesa in Italia, mentre si apre a nuove attenzioni e collaborazioni: il "Sud" d'Italia, l'Ufficio di pastorale giovanile della CEI e gli incaricati diocesani di PG, numerose diocesi e congregazioni nella loro rinnovata attenzione ai giovani.
Il CSPG si è reso presente nel mercato editoriale (quasi esclusivamente attraverso l'Editrice Elle Di Ci) con numerose collane per gli operatori pastorali e per i giovani stessi. Ricordiamo in particolare la serie "Animazione dei gruppi giovanili" e "Preghiere per i ragazzi e i giovani". Particolarmente significativa, per il grande successo editoriale ottenuto, la pubblicazione dei "Quaderni dell'animatore", che ha segnato nel campo ecclesiale e laico la ripresa di interesse per la formazione degli animatori.
Il CSPG si è fatto inoltre promotore di ricerche sociologiche che hanno riportato alla cura degli educatori "un'età negata" (i preadolescenti), ed ha collaborato a una ricerca dell'Università Salesiana sull'esperienza religiosa dei giovani.  

Lungo gli anni '90 editorialmente si è impegnato nella riedizione (totalmente rinnovata) dei "Quaderni dell'animatore", nell'arricchimento delle collane "Meditazioni per educatori" e "Meditazioni per adolescenti e giovani", nel completamento della collana "Teologia per giovani animatori" con la collana "Parlare di Dio" e nella pubblicazione di materiali pratici per i vari itinerari di educazione alla fede.
Nei primi anni del nuovo Millennio la famosa collana "quadrotta" sulla formazione degli animatori è stata sostituita da una nuova collana (sempre pubblicata dall Elledici) "Pastorale giovanile e animazione": un progetto in 10 volumi che costituisce un vero e proprio corso (di base e di approfondimento) per la formazione di questa figura ecclesiale dell'animatore che sempre più acquista nella chiesa e nelle istituzioni educative rilevanza e legittimità

Il modello di pastorale giovanile:
La scelta educativa in uno "sguardo di fede"

La posizione progressivamente maturata nel CSPG si esprime in un modello che, nell'orizzonte del vissuto e della riflessione salesiana, si costruisce su un preciso rapporto tra evangelizzazione, educazione, animazione. Questo particolare rapporto viene anche esplicitato con una formula che ha trovato sempre maggior consapevolezza e fortuna: educare evangelizzando e evangelizzare educando.
E'una formula che dice da una parte la specificità e distinzione tra educazione e evangelizzazione (in modo da evitare ogni reciproca strumentalizzazione e riduzionismo), e richiama dall'altra la necessaria compenetrazione.

Alcuni elementi danno significato alla formula:

* Tra i tanti modi attraverso cui si può realizzare l'evangelizzazione, noi privilegiamo quelli in cui è più rispettata la preoccupazione educativae sono meglio assicurate le esigenze di un corretto processo educativo.

* Mettiamo l'evangelizzazione al servizio della vita e della speranza, per restituire, nel nome di Gesù, il diritto e la possibilità reale di una vita piena, soprattutto a coloro a cui è stata più ingiustamente sottratta.

* Privilegiamo i segni di una presenza accogliente, facendo dei gesti di vicinanza, di servizio e di amore la parola più eloquente della nostra evangelizzazione.

* Riconosciamo che l'educazione rappresenta il luogo privilegiato di ogni azione evangelizzatrice: quella promozione della vita e della speranza che è dimensione costitutiva di ogni evangelizzazione.

* Riconosciamo la necessità di spendere tutte le energie, sollecitando un'ampia collaborazione, per decidere la qualità di vita verso cui orientare il nostro impegno educativo, soprattutto in un tempo di disorientamento diffuso e in ambiti in cui l'educazione rappresenta un'azione possibile e praticabile.

* Nell'attuale scontro attorno alla qualità della vita, alla ricerca di senso e ai fondamenti della speranza, abbiamo un compito che ci riempie di gioia e di responsabilità: ci sentiamo impegnati alla promozione della vita dei giovani, e a cercare modelli di vita nuovi, concreti e realizzabili per dire anche oggi "chi" è l'uomo e la donna al cui servizio tutti debbono piegarsi.
 

Ecco alcuni esempi in cui il CSPG ha operato in tale prospettiva:

- la scelta dell'animazione, come originale stile educativo che ha lo scopo di maturare le persone e le istituzioni attivando un processo critico di promozione liberatrice e responsabilizzante;

- lo spazio della vita quotidiana, quella di tutti e specialmente dei più poveri, come luogo irrinunciabile dove "fare pastorale", senza cedimenti al modello sacrale di "fuga" o al modello politicizzato;

- la ricerca "dentro la cultura di oggi" di un modello di cristiano che non sia patrimonio di alcuni e così élitario da lasciarsi indietro la maggior parte dei giovani: in questa direzione il CSPG ha studiato un modello di spiritualità giovanile e una serie di itinerari che permettano la maturazione e il consolidamento di tale spiritualità

- il cammino di educazione all'invocazione per la ricostruzione dell'esperienza religiosa: e specialmente nella direzione degli atteggiamenti a cui progressivamente educare e attraverso la funzione "provocatrice" dell'educatore.
 

Note di pastorale giovanile

La rivista Note di pastorale giovanile, con le sue rubriche, si offre come il luogo di stimolo e di dibattito, di offerta di riflessioni e di materiali ed esperienze, frutto della comune riflessione di amici del Centro e non.
Giunta al 39° anno di vita, è l'unica rivista in Italia che ha come campo specifico l'educazione alla fede dei giovani.
Il cd-rom "NPG 30 anni", attraverso l'indice dei soggetti e dei dossier, e i riferimenti bibliografici nonché gli articoli integrali riportati, è in grado di testimoniare la varietà, l'ampiezza, la profondità degli argomenti trattati in tutti questi anni.
Ultimamente NPG ha ha prodotto riflessioni ed esperienze nella direzione della spiritualità giovanile, della preghiera e celebrazioni liturgiche per giovani, dell'animazione culturale nella scuola, dell'impegno socio-politico, dell'educazione al volontariato e all'obiezione di coscienza.
E' attualmente impegnata nello studio di nuove proposte pastorali "oltre il gruppo" e i luoghi dell'associazionismo tipico, pur riaffermando l'importanza del gruppo educativo.



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